Nel revenue management alberghiero, monitorare le giuste metriche è essenziale per prendere decisioni consapevoli e migliorare le performance economiche della struttura. Tra i principali indicatori troviamo l’ADR in hotel, uno dei KPI più utilizzati per valutare l’andamento delle vendite camere.
Comprendere il significato di ADR, sapere come si calcola e come interpretarlo correttamente permette agli hotel di ottimizzare tariffe, strategie di pricing e risultati complessivi di revenue.
Che cos’è l’ADR in hotel
L’ADR (Average Daily Rate) indica il ricavo medio per camera venduta in un determinato periodo di tempo. In altre parole, misura quanto un hotel incassa in media per ogni camera occupata.
Quando si parla di ADR, si fa riferimento a uno degli indicatori chiave utilizzati per analizzare:
- l’efficacia delle politiche tariffarie;
- il posizionamento di mercato;
- la qualità del mix di clientela;
- la capacità di vendere al giusto prezzo.
L’ADR non tiene conto delle camere invendute, ma solo di quelle effettivamente occupate, ed è per questo che va sempre letto insieme ad altri KPI.
ADR e ruolo tra i KPI alberghieri
Dal punto di vista strategico, l’ADR hotel KPI è fondamentale perché consente di capire se l’hotel sta vendendo le camere a un prezzo coerente con il valore offerto e con la domanda di mercato.
Tuttavia, l’ADR da solo non basta. Per avere una visione completa delle performance, deve essere analizzato insieme ad altri indicatori, come spiegato nell’approfondimento sui principali KPI dell’hotel.
Solo attraverso una lettura integrata dei dati è possibile prendere decisioni realmente efficaci in ambito revenue.
ADR hotel formula: come si calcola
La formula ADR hotel è semplice:
ADR = Ricavi camere / Numero di camere vendute
Questo calcolo permette di ottenere il valore medio di vendita di una camera in un periodo specifico (giorno, settimana, mese o anno).
È importante sottolineare che nel calcolo dell’ADR:
- si considerano solo i ricavi delle camere, escludendo extra e servizi;
- si considerano solo le camere vendute, non quelle disponibili.
Esempio pratico di ADR in hotel
Immaginiamo un hotel che, in una notte, abbia:
- Ricavi camere: 12.000 €
- Camere vendute: 100
Applicando la formula:
ADR = 12.000 € / 100 = 120 €
L’ADR in hotel per quella notte è quindi di 120 €.
Questo valore può essere confrontato con:
- periodi precedenti;
- obiettivi di budget;
- competitor set;
- altri KPI di revenue.
ADR e revenue: perché è così importante
L’ADR è strettamente legato alla redditività della struttura. Un aumento dell’ADR, a parità di occupazione, genera un incremento diretto dei ricavi camere.
Tuttavia, un ADR alto non è sempre sinonimo di buona performance: se l’aumento delle tariffe comporta un calo dell’occupazione, l’impatto complessivo potrebbe essere negativo. Per questo l’ADR viene spesso analizzato insieme al RevPAR, che combina prezzo e occupazione.
Come monitorare l’ADR in modo efficace in hotel
Per utilizzare davvero l’ADR come strumento decisionale, è fondamentale poterlo visualizzare in modo chiaro, aggiornato e confrontabile nel tempo.
Con protel Cloud l’hotel può monitorare l’andamento dell’ADR e degli altri KPI di performance attraverso la Hotel Selfie, la soluzione di Business Intelligence pensata per il mondo alberghiero.
Grazie a Hotel Selfie, è possibile:
- visualizzare l’ADR in tempo reale;
- confrontare periodi diversi;
- analizzare trend e stagionalità;
- incrociare l’ADR con occupazione, RevPAR e altri indicatori;
- supportare il revenue management con dati chiari e affidabili.
L’ADR in hotel è uno dei KPI più importanti per misurare l’efficacia delle strategie di pricing e il potenziale di revenue di una struttura ricettiva. Conoscere il significato di ADR hotel, la formula e il corretto utilizzo di questo indicatore permette agli hotel di prendere decisioni più consapevoli e orientate alla crescita.
Grazie a strumenti come protel Cloud PMS e BI Hotel Selfie, l’ADR non è più solo un numero, ma diventa una leva strategica per migliorare performance, redditività e competitività sul mercato.
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