Lo scorso 6 novembre è stata divulgata la bozza del Decreto Ristori Bis.
Si tratta appunto di una bozza per la quale non esiste ancora un testo ufficiale pubblicato in Gazzetta: mancano molti dati e numeri, quindi non si possono escludere modifiche, revisioni e aggiunte prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma sicuramente, nei contenuti, è chiara la posizione del governo.

Nel complesso, le nuove misure dovrebbero movimentare ulteriori 2 miliardi di euro destinati ad aiutare le attività e le categorie bloccate dal nuovo DPCM, quello del 3 novembre, che ha diviso l’Italia in 3 aree di rischio per cui sono previste misure modulari: nelle regioni della cosiddetta area rossa, quelle a rischio di massima gravità, sono concentrate le restrizioni più rigide (chiusure totali) che si allentano via via nelle regioni dell’area arancione e in quelle della cosiddetta area gialla.
È importante tenere a mente che questa mappatura non è definitiva, ma potrebbe variare a seconda di come evolverà il contagio.

Il nuovo Decreto allarga la platea dei contributi a fondo perduto, aggiungendo le attività coinvolte nelle chiusure che erano rimaste fuori dal primo decreto Ristori, e al tempo stesso aumenta le risorse ottenute da alcune categorie nel decreto precedente.

Per gli hotel e le strutture ricettive come villaggi turistici, campeggi, ostelli, affittacamere, B&B e simili viene mantenuto l’indennizzo del 150% rispetto al contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio dello scorso maggio (in pratica, una volta e mezza rispetto a quanto preso l’altra volta).

Per i ristoranti (prima indennizzati al 100%), le pasticcerie e i bar (prima indennizzati al 150%) che restano chiusi tutto il giorno, e non soltanto dalle 18, il contributo incluso nel primo Decreto Ristori sale al 200% di quanto ottenuto nei mesi scorsi con il decreto Rilancio.

Proprio ristorazione e turismo sono i mercati che hanno sofferto e stanno soffrendo di più, con cali di fatturato vertiginosi, per cui le associazioni di categorie stanno chiedendo di aumentare i massimali dei rimborsi e di introdurre bonus e sgravi per chi lavora in questi settori. L’imperativo è fare presto!

Nel frattempo, stanno già iniziando ad arrivare i contributi a fondo perduto previsti dal primo Decreto Ristori.

Aiuti fiscali e contributivi

Il Decreto Ristori Bis prevede anche, come già avvenuto in quelli precedenti, tutta un serie di aiuti fiscali e contributivi, come ad esempio:

  • la sospensione dei contributi INPS a carico dei datori di lavoro per un periodo di tempo che varia a seconda del colore della regione
  • la sospensione dei versamenti IVA per il mese di novembre
  • il bonus affitti
  • la cancellazione della seconda rata dell’IMU
  • il rinvio degli acconti IRES ed IRAP